Soffici segreti ignorati dell'industria di cotone

Soffici segreti ignorati dell'industria di cotone

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Merita Cami Ambiente

Soffici segreti ignorati dell'industria di cotone

Merita Cami Ambiente

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Acquistando prodotti di cotone non organico ci esponiamo all'effetto delle tossine, danneggiamo l'ambiente e violiamo i diritti umani.

Il vestiario di cotone ha una lunga storia. Oggi circa il 90%-95% dell'abbigliamento in cotone è realizzato con tecniche d'ingegneria genetica della Monsanto. Il cotone biologico, coltivato in modo sostenibile e non tossico, rappresenta soltanto l'1% della produzione mondiale di cotone.

Se compriamo vestiti di cotone non biologico od altri oggetti come tende, asciugamani, tamponi, non solo ci esponiamo a dosi potenzialmente pesanti di tossine, ma stiamo anche contribuendo ad un continuo distruzione ambientale. Durante la conversione del cotone in vestiti vengono aggiunti molti materiali pericolosi come cere siliconiche, metalli pesanti, ammoniaca, ignifugo, ammorbidente, formaldeide, ...

L'industria del cotone è una forma di schiavitù moderna

Uzbekistan è il 2° più grande esportatore di cotone al mondo dove l'industria del cotone ha creato una catastrofe ambientale di proporzioni gigantesche. In questo paese 1/3 della popolazione, compresi i bambini di 7 anni, lavora per l'industria del cotone di proprietà del governo. Durante il periodo di raccolta le scuole chiudono e gli insegnanti portano i bambini presso i campi di cotone e se vi fossero studenti che si rifiutano di raccogliere, essi perdono il diritto all'istruzione.

Per svolgere quest'attività ai lavoratori non viene fornito nessun dispositivo di protezione. Il cotone viene raccolto a mani nude e la mancanza dell'acqua costringe gli stessi a bere acqua dai canali d'irrigazione, esponendoli all'esposizione del rischio derivante dagli pesticidi presenti. Alla fine della stagione, molti di loro finiscono per essere in debito con lo stato perché non sono stati in grado di raccogliere abbastanza cotone per compensare le spese di vitto ed alloggio.

La produzione convenzionale del cotone è un business tossico

Il cotone non organico oltre ad essere totalmente chimico, ha bisogno di moltissima acqua, così tanta acqua da svuotare un mare in pochi decenni. Il livello dell'acqua del lago Aral, situato tra il Kazakistan ed l'Uzbekistan, ha iniziato a retrocedere molti anni fa'. Il suo fondale è fortemente contaminato dai pesticidi, i quali impediscono la crescita delle piante e la sopravvivenza dei pesci. Le polveri tossiche spostate dal vento hanno alzato il tasso di riscontro del cancro e della tubercolosi. 

Il cotone nella nostra catena alimentare

Anche se il cotone di per sé non è digeribile, il 65% della produzione finisce comunque nella catena alimentare attraverso:

  • l'olio di cotone il quale è un ingrediente principale dell'olio da cucina, di semi vari e lo troviamo anche negli integratori della vitamina E
  • i semi di cotone i quali vengono aggiunti ai mangimi nei caseifici di bovini e in quelli delle mucche da latte
  • la cellulosa del cotone la quale viene usata da riempitivo non calorico, addensante e stabilizzante in una vasta gamma di alimenti e bevande

Non è semplice fare la scelta giusta quando ogni giorno siamo circondati da scelte errate che gli altri effettuano anche per conto nostro, ma ognuno di noi può contribuire nel nome dell'umanità, anche semplicemente controllando l'aumento della propria guardaroba riflettendo a quanto si sta per acquistare e come prendersene cura. Come abbiamo illustrato anche nell'articolo «Come i vestiti stanno inquinando le scorte alimentari», tutto in questo mondo è connesso e noi ne facciamo parte.

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