In vacanza ricordiamoci di tutelare il mare

In vacanza ricordiamoci di tutelare il mare

In vacanza ricordiamoci di tutelare il mare

Maria Parenti Ambiente

In vacanza ricordiamoci di tutelare il mare

Maria Parenti Ambiente

Maria Parenti Ambiente

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Secondo un rapporto dell'Ellen MacArthur Fondation, nel 2050 negli oceani e mari ci sarà più plastica che pesci con gravi danni anche per la salute umana.

L'estate si avvicina ed iniziamo già a sentire nelle narici il profumo della salsedine, pregustando lunghi bagni nell'acqua marina e dolci dormite sulla spiaggia. Eppure, nonostante il piacere che proviamo nel frequentare questi luoghi, tendiamo troppo spesso a non curarcene, ignorando le problematiche che noi stessi causiamo.

Il guaio dei microgranuli

Secondo Greenpeace il 70% delle tartarughe marine e dei pesci ha ingerito plastica, spesso con gravi danni per il loro benessere, ma anche per la salute umana, dato che numerose ricerche hanno evidenziato che i micro elementi in plastica assorbono le sostanze inquinanti presenti nelle acque circostanti e finiscono nella catena alimentare attraverso ciò che mangiamo.

Il rischio maggiore sembra essere rappresentato dalla microplastica presente non solo in diversi prodotti usati nell'ambito cosmetico sotto forma di microgranuli (scrub, dentifrici, ..), ma derivante anche dalla lenta distruzione ad opera degli agenti atmosferici degli oggetti di plastica che finiscono nei corsi d'acqua (bottigliette, packaging, contenitori..).

Mediterraneo, il mare più inquinato del mondo

Generalmente, tendiamo a considerare questo fatto come lontano da noi, come se fosse un problema che colpisce solo luoghi distanti come l'Oceano Pacifico, nel quale esiste addirittura un'isola di spazzatura la cui grandezza è paragonabile a quella dello stato del Texas, ma la verità è che anche il mar Mediterraneo ne è afflitto, anzi, secondo un rapporto dell'UNEP (l'agenzia per la protezione ambientale delle Nazioni Unite), risulta essere uno dei mari più inquinati del mondo.

Secondo il rapporto precedentemente citato, nel Mediterraneo finirebbero 731 tonnellate di rifiuti di plastica al giorno, rendendo il mare nostrum una zuppa di plastica, come la definiscono gli stessi ricercatori: pur non essendoci rapporti definitivi sulla pericolosità delle microparticelle che ingeriamo ogni volta che del pesce finisce sulle nostre tavole, alcuni studi sembrano indicarne una probabile cancerogenità, mentre ulteriori ricerche sembrano dimostrare un effetto negativo di queste sostanze sul nostro sistema endocrino e immunitario.

Insieme possiamo dare una mano all’ambiente, cioè al nostro futuro

Purtroppo una parte di questo processo che affligge ambiente, animali e salute umana sembra essere irreversibile, in quanto la plastica impiega anche 1000 anni prima di essere completamente degradata, ma ognuno può fare la sua parte per evitare il peggio seguendo alcune regole:

  • evitare per quanto possibile i prodotti usa e getta: un'idea potrebbe essere quella di portarsi in spiaggia piatti di plastica dura, resistenti e riutilizzabili, al posto dei piatti di plastica comune che di solito vengono usati per maggiore praticità
  • evitare gli sprechi: per esempio, al posto di comprare centinaia di bottigliette d'acqua ogni anno, sarebbe opportuno procurarsi borracce in acciaio, di buona fatturazione, da portare ovunque
  • controllare che nei cosmetici non siano presenti ingredienti chiamati polyethylene e polypropylene, che altro non sono che particelle di plastica non biodegradabile che finiscono nei corsi d'acqua, essendo troppo piccoli per essere fermati dai depuratori. Se volete provare la soddisfazione di farvi da sole i vostri prodotti di bellezza, risparmiando soldi ed evitando di spalmare in faccia petrolio e derivati, leggete il nostro articolo: 10 semplici segreti di bellezza naturali
  • se proprio dovesse risultare inevitabile l'acquisto di prodotti usa e getta, evitare sempre di abbandonarli nell'ambiente e gettarli nell'apposito contenitore per il riciclo oppure, ancora meglio, trovare un modo per riutilizzarli

Quest'anno quindi, in vacanza ma non solo, ricordiamoci di queste regole e tuteliamo un ecosistema come quello marino, estremamente prezioso anche per la vita sulla terra.

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