L'importanza della musica per i pazienti con demenza

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La musica può diventare un meraviglioso strumento terapeutico sui pazienti affetti da demenza, aiutandoli a ricordare memorie, altrimenti irreversibili.

La musica è (forse) la migliore forma di comunicazione, trasmette emozioni ed è molto più efficace delle parole. Quando si sente la musica, molte aree del cervello si illuminano, incluso una parte che rilascia la dopamina, una sostanza chimica che ci fa sentire bene ed aiuta a creare le aspettative.

I brani personalizzati migliorano il comportamento e riducono l'uso del farmaco

Per valutare gli effetti della terapia della musica, i ricercatori hanno attuato un programma chiamato «Musica e Memoria» in 98 case di cura ed hanno confrontato i risultati con altre 98 case di cura senza il programma. Dal confronto si è scoperto che i pazienti affetti da demenza che avevano ascoltato musica personalizzata secondo i loro gusti avevano bisogno di meno farmaci psicotropi per controllare il loro comportamento.

Nel corso dei 6 mesi

Oltre il 20% dei pazienti che ricevevano la terapia musicale erano in grado di interrompere l'uso del farmaco anti-psicotico, rispetto alla media del 17,6% prima dell'attuazione del programma.

La malattia di Alzheimer e le demenze correlate possono provocare comportamenti aggressivi o altri comportamenti difficili che influenzano la vita delle persone. Una musica familiare può avere un effetto calmante o piacevole e ridurre di conseguenza la necessità di utilizzare farmaci per controllare i comportamenti della demenza.

È interessante notare che i benefici vanno ben oltre i semplici miglioramenti dell'umore e del comportamento. Sembra che la musica abbia la capacità di innescare o riattivare la memoria ed aiutare a migliorare la mobilità fisica.

Come la musica aiuta a ristabilire la memoria

Alcuni dei vantaggi della musica sembrano radicarsi nella sua familiarità. Cioè, la musica preferita di una persona, o le canzoni associate ad eventi importanti, possono innescare un ricordo del relativo evento e persino dei sentimenti e delle esperienze. La ragione di questo è perché la musica attiva fortemente le regioni cerebrali coinvolte nella memoria, come l'amigdala, sbloccando i ricordi circostanti o associati a quel particolare pezzo di musica. Tutti i neuroni vengono stimolati. Il cervello è animato perché vengono attivati tutti i 4 quadranti.

La musica attiva anche la corteccia pre-frontale mediale, una regione cerebrale dietro la fronte che si pensa essere selettivamente coinvolta nel recupero di memorie a lungo ed a breve termine. Come notato da Ph.D. Petr Janata, professore associato di psicologia presso l'Università di California (UC) - il centro di Davis per la mente e il cervello, che ha mappato l'attività cerebrale dei soggetti ascoltando musica:

Sembra che un brano di musica familiare funge da colonna sonora per un film mentale che inizia a suonare in testa. Richiama ricordi di una particolare persona o di un posto e, si potrebbe (improvvisamente) vedere stampata nella mente la faccia di quella specifica persona.. Ora è ragionevole parlare di associazione tra la musica ed i ricordi.

Ph.D. Petr Janata

La musica ed il cervello

La musica può essere utilizzata per altre condizioni neurologiche che non implicano necessariamente la demenza. Oltre all'attivazione delle aree coinvolte nella memoria, la musica attiva anche regioni cerebrali che controllano il movimento - una constatazione che ha portato ad utilizzare la musica per aiutare le persone con malattie come il Parkinson, la sclerosi multipla, l'ictus ed altri disturbi neurologici.

Le ricerche emergenti suggeriscono che la musica possa essere un efficace intervento non farmacologico per queste condizioni. Le persone che di solito non sono in grado di controllare i movimenti sono improvvisamente in grado di seguire il battito di una canzone e di ballare. La musica sembra fornire un ritmo esterno che elimina i segnali mal funzionanti nel cervello.

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