Scoliosi vs atteggiamento scoliotico

Scoliosi vs atteggiamento scoliotico

Scoliosi vs atteggiamento scoliotico

Christian Simeoni Salute

Scoliosi vs atteggiamento scoliotico

Christian Simeoni Salute

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Spesso i genitori scambiano una postura scorretta del figlio per una vera e propria scoliosi, grave patologia a carico del sistema vertebro-scheletrico.

In questo articolo non si ha la presunzione di trattare in modo completo ed esaustivo un argomento molto complesso. È facile che una mamma possa osservare con preoccupazione l'abitudine del proprio figlio, bambino o adolescente, a sedersi o a camminare in maniera scomposta, con una spalla più alta dell'altra, con il bacino in fuori o il collo in avanti (spesso parlando erroneamente di bimbi ingobbiti). A volte le mamme (spaventate) si chiedono se non si tratti di un inizio di scoliosi.

Quello che queste madri possono aver notato è piuttosto un atteggiamento scoliotico, che non rappresenta in realtà un problema strutturale dello scheletro (com'è invece la scoliosi) e che può essere risolto senza l'utilizzo di busti o interventi chirurgici.

Che differenza c'è tra scoliosi e atteggiamento scoliotico?

La differenza fondamentale tra scoliosi e atteggiamento scoliotico è la strutturazione vertebrale, caratterizzata nel primo caso da una rotazione, associata a rigidità e fissità. La scoliosi è una deviazione vertebrale che si manifesta con una inflessione laterale accompagnata da una rotazione delle vertebre verso la concavità della curva. Non si corregge spontaneamente e si manifesta clinicamente con una sporgenza (gibbo) costale o lombare. Nella scoliosi, infine, la rotazione e la cuneizzazione vertebrali sono costanti e rendono rigida e purtroppo evolutiva la deformità. La scoliosi è caratterizzata da una predisposizione genetica.

L'uso di posizioni scorrette (sul banco, nel letto, a tavola) o l'assunzione di pesi (zaino) hanno la caratteristica di produrre deformazioni della colonna non strutturali (cioè non associate a rotazione) e reversibili istantaneamente alla sospensione dello stimolo. Inoltre il periodo di assunzione di tali posture scorrette è limitato nel tempo, pertanto non in grado di produrre deformità permanenti.

Se realmente vi fosse una relazione di causa-effetto tra la cattiva postura e l'insorgenza di scoliosi, la quasi totalità degli scolari dovrebbe risultare affetta da questa malattia. I ripetuti screening scolastici eseguiti hanno invece costantemente mostrato incidenze oscillanti tra il 4‰ (per mille) e l'1% della popolazione, mentre molto più alta è l'incidenza dell'atteggiamento scoliotico, che è - ribadisco - un disordine posturale non evolutivo.

Una diagnosi precoce da parte di un medico posturologo può risolvere gli atteggiamenti scoliotici e arginare i danni nelle vere scoliosi.

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