Le intolleranze alimentari e i sistemi diagnostici

Le intolleranze alimentari e i sistemi diagnostici

Le intolleranze alimentari e i sistemi diagnostici

Paolo Provenzano Salute

Le intolleranze alimentari e i sistemi diagnostici

Paolo Provenzano Salute

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Le intolleranze alimentari sono condizioni in cui la causa non sempre è determinabile e spesso i sistemi diagnostici convenzionali non sono adeguati.

Accade molto di frequente che le persone per aumento di peso o per disturbi digestivi e di gonfiore o sulla base di passaparola di amici e parenti, associno il tutto a presunte intolleranze e decidano di fare uno dei test non convenzionali proposti.

È importante sapere che un aumento di peso o una condizione di obesità non può essere ricondotta ad una eventuale intolleranza alimentare, piuttosto sarà vero il contrario. Se un organismo non tollera un qualche alimento, lo rifiuta, e continuando ad assumerlo, andrà incontro a sofferenza e deperimento.

Un aspetto importante legato alle intolleranze alimentari è dato dai test non convenzionali proposti per la diagnosi di questi disturbi. Questi test non sono riconosciuti dalla medicina allopatica perché privi di fondamenti e prove scientifiche.

Uno dei tanti, nato dall'elettroagopuntura intorno alle metà del 1900, si basa sui principi, appunto, dell’agopuntura, dei percorsi energetici detti “meridiani”. In questi punti la resistenza aumenta se la persona ha malattie d’organo e si riduce se ha infiammazioni o intossicazioni. Nel test il soggetto viene messo a contatto con fiale contenenti estratti del cibo da testare, il contatto con l’alimento a cui è intollerante provocherebbe una variazione della sua conducibilità elettrica cutanea.

In kinesiologia la salute del corpo umano è determinata da un equilibrio di tre fattori: apparato osteo-muscolare, nutrizione e psiche. Il contatto, quindi, con un alimento al quale si è intolleranti genera una disarmonia rilevabile da una diminuzione della forza muscolare. I test valutano, con metodi diversi, la forza muscolare del soggetto mentre è a contatto con determinati alimenti.

Il test citotossico si effettua prelevando, invece, il sangue del paziente e cimentandolo con vari alimenti, l’operatore al microscopio stabilisce il livello del rigonfiamento dei granulociti (un tipo di globuli bianchi) e lo classifica secondo 4 livelli.

C’è da dire che le intolleranze alimentari possono avere origini svariate: immunologica, enzimatica, farmacologica, di natura indefinita, legata a contaminanti, coloranti, conservanti, prodotti di cottura, affumicatura, e anche altro.

Le intolleranze enzimatiche sono legate ad errori del metabolismo. Possono essere ad esempio quelle da deficit di lattasi (intolleranza al latte), oppure il favismo o la galattosemia.

Quelle, invece, farmacologiche sono causate da una grave reattività a sostanze non nutrizionali presenti nei cibi, ad esempio: istamina, tiramina, feniletilamina, dopamina, triptamina; metilxantine; capsicina, miristicina, alcol ed additivi vari.

Di solito le varie diagnosi di intolleranze, come quella al lattosio ed al sorbitolo si fa con un semplice test “del respiro” (breath test). Una volta diagnosticata, si eliminano rispettivamente dalla dieta il latte, generalmente sostituito da yogurt o da latte delattosato, ad alta digeribilità, ed il sorbitolo, usato come dolcificante e stabilizzante dal settore alimentare e farmaceutico. Il favismo, è una intolleranza su base genetica e viene scoperto sin dalla giovane età, si accerta mediante la determinazione di un enzima responsabile nei globuli rossi.

Non essendoci test attendibili per tutti gli altri casi può essere consigliato semplicemente un regime alimentare di esclusione. Le intolleranze alimentari sono condizioni in cui la causa non sempre è precisamente determinabile e spesso non esistono strumenti adeguati della semplice anamnesi e dell’esperienza dell’esperto a cui ci si affida.

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