Dall'intuizione alla scoperta dei fiori di Bach

Dall'intuizione alla scoperta dei fiori di Bach

Dall'intuizione alla scoperta dei fiori di Bach

Paolo Provenzano Salute

Dall'intuizione alla scoperta dei fiori di Bach

Paolo Provenzano Salute

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I fiori di Bach nascono da un'intuizione avuta dal dott. Edward Bach, un inglese nato nel 1886 in un paese a pochi chilometri da Birmingham.

Laureatosi nel 1913 in medicina, nello stesso anno inizia a lavorare presso l'University College Hospital di Londra, ottiene dapprima l'incarico di responsabile del pronto soccorso e successivamente quello di responsabile del reparto di chirurgia d'urgenza al National Temperance Hospital.

Dopo poco tempo si rende conto che la medicina tradizionale teneva conto solo della malattia e non anche della complessità della persona; intuì infatti che, nel trattamento di una qualsiasi patologia, la personalità dell'individuo gioca un ruolo più importante del corpo.

Inizia così a occuparsi di batteriologia e immunologia riuscendo a ottenere importanti successi e scoperte, intuendo il collegamento dei batteri intestinali con alcune malattie croniche.

Il lavoro frenetico portano il suo fisico a debilitarsi sempre più tanto che, nel Giugno del 1917 ha una emorragia e così scopre di avere un tumore. I medici che lo operarono, nonostante abbiano asportato il tumore, gli danno non più di 3 mesi di vita..

Si butta nel lavoro a capofitto per cercare di portare a termine i suoi progetti e fu così che Edward Bach concluse, dopo un periodo ben più lungo di 3 mesi che, uno spirito positivo e una grande voglia di vivere erano fondamentali per il processo di guarigione e che un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa sono fattori decisivi per la felicità dell'uomo sulla terra.

Negli anni successivi seguì il lavoro di Samuel Hahnemann, il padre dell'Omeopatia, da questi studi la scoperta dei vaccini orali omeopatici chiamati in seguito I sette nosodi di Bach.

Ma verso la fine del 1928 inizia a preparare i primi rimedi a base dei fiori, Impatiens (IMP), Mimulus (MIM) e poco più tardi Clematis (CLE) e le prepara con lo stesso metodo utilizzato per i vaccini orali e li prescrive ad alcuni pazienti in base al loro profilo psicologico ottenendo dei risultati notevoli. Nel 1930 Edward Bach si trasferisce nella campagna gallese, iniziando una nuova vita: lui e la natura. Dedica molto tempo a passeggiare in assoluta solitudine e sembra che riesca a percepire le proprietà terapeutiche delle piante tanto che inizia a preparare altri 6 rimedi floreali: Chicory (CHI), Agrimony (AGR), Vervain (VER), Cerato (CER), Centaury (CER) e Scleranthus (SCL), arrivando così ad avere 9 rimedi. Per la preparazione usa anche un nuovo sistema, quello della solarizzazione per trasferire la vibrazione del fiore nell'acqua dove sono poste le corolle.

Da quel momento e fino alla fine dei suoi giorni, Edward Bach non chiederà più una sterlina ai propri pazienti ma vivrà solo con le donazioni che gli vengono elargite.

Nel 1935 completa il suo sistema floreale e l'anno successivo scrive e pubblica il libro I dodici guaritori ed altri rimedi. Nello stesso anno lavora alla conferenza intitolata Le erbe guaritrici, che espone il giorno del suo 50mo compleanno. A quel punto Edward Bach si rende conto che il lavoro era finito e inizia a istruire i suoi assistenti. Muore nello stesso anno, a soli 50 anni.

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